I Ponti fiorentini

Firenze con la sua storia, i suoi nomi illustri, il passato di regina del Rinascimento è una città tutta da scoprire. Il modo migliore per farlo è addentrarsi nel centro storico a piedi. Solo così è possibile ammirare scorci sull’Arno di rara bellezza, facciate di palazzi e piazze importanti. Percorrere i romantici ponti fiorentini è come attraversare la storia di questa città, perché da qui ci sono passati soldati, cavalieri, dame, preti, vescovi, papi, ergastolani, e perché no artisti del calibro di Michelangelo, Leonardo e Raffaello.

Fra i più importanti c’è il Ponte vecchio che collegava Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Risale all’epoca romana (I sec. d.C.) ed è attraversato dal Corridoio Vasariano. Il ponte è formato da tre grandi valichi ad arco ribassato ed è fiancheggiato da due file di botteghe artigiane. In passato ai quattro angoli del ponte esistevano delle torri di controllo, oggi resta la torre dei Mannelli.

Il Ponte alla Carraia è insieme a Ponte Vecchio uno dei ponti più antichi. La sua costruzione risale al 1218, quando venne edificato per la prima volta un ponte in legno. Ma il suo destino non fu molto lungo e nel 1274 venne distrutto da una piena. Ricostruito crollò sotto il peso di una folla che si era accalcata lì per assistere ad uno spettacolo. Fu ricostruito e ridanneggiato nel 1557 sempre a seguito di una piena. Venne ampliato nel XIX sec. ma se al Ponte Vecchio venne scongiurato l’attacco delle bombe naziste durante il secondo conflitto mondiale, analoga sorte non toccò invece al Ponte alla Carraia. Questi venne fatto saltare dai nazisti che marciavano in ritirata per impedire l’accesso alle truppe alleate. Nel 1948 venne ricostruito ad opera dell’architetto Ettore Fagiuoli.

Il passaggio che collega la zona fuori le mura di Santa Croce e il quartiere di San Niccolò è il Ponte alle Grazie. Ricostruzione, avvenuta nel 1957, del precedente Ponte di Rubaconte, costruito su disegno del Vasari e rimasto intatto negli anni nonostante le terribili inondazioni che distrussero buona parte dei ponti fiorentini. Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche, come nel caso di altri ponti fiorentini, fecero saltare con l’uso delle mine il ponte. L’attuale struttura è in cemento armato con trattamento esterno in pietraforte e fu oggetto di molte discussioni in seno al progetto. Oggi ammiriamo un ponte funzionale, ben equilibrato, ma lontano da quella bellezza originaria che non potrà più essere restituita alla città e al mondo.

Il Ponte di Santa Trinità congiunge piazza Santa Trinita a piazza de’ Frescobaldi. È considerato uno dei ponti più belli d’Italia. Fu costruito in legno nel 1252 e subì le alluvioni del 1333 e del 1557, che ne minarono la struttura originale. Cadde, rovinosamente, sotto il peso della folla nel 1259 che era accorsa sul ponte per assistere ad una manifestazione sul fiume. Venne ricostruito, questa volta in pietra, ma la piena del 1333 lo danneggiò in maniera grave. Riedificato non riuscì a sottrarsi all’alluvione del 1557. Su disegno di Michelangelo venne avviata la ricostruzione per volontà di Cosimo I e impiegata pietra forte di colore bruno giallognolo. Il ponte divenne simbolo di eleganza e innovazione. Anche questo ponte fu distrutto dai tedeschi nella seconda guerra mondiale. Fu ricostruito nel 1958 e per l’occasione vennero ripescate le quattro statue che adornavano il ponte: Inverno, Estate, Primavera e Autunno.

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