La guida turistica di Amalfi

Ettore, figlio del dio Giove s’innamorò perdutamente della ninfa Amalfi e alla sua morte, addolorato e afflitto, decise di seppellirla nel posto più bello che ci fosse. Quale luogo che per seduzione e bellezza fosse degno di accogliere quel mito? Ettore celebra quell’amore e ne immortala il nome nella città di Amalfi, nello splendido scenario tra la Divina costiera e la Costiera sorrentina. All’origine leggendaria, affascinante e incantevole, si affianca una storia ben diversa e che attribuisce la città di Amalfi ad origini romane. Il nome “Amalfi” è infatti di derivazioni latine. Amalfi è sempre stata bersaglio di incursioni e saccheggi, prima da parte dei longobardi e successivamente dei saraceni. A partire dal IX secolo inizia la sua battaglia con le altre Repubbliche marinare per il controllo dei traffici commerciali nel Mediterraneo. E nasce la gloriosa Repubblica di Amalfi.

Cose da vedere

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Di sicuro il Duomo di Amalfi, o cattedrale di Sant’Andrea, con la sua scala formata da 57 gradini e la facciata policroma in maiolica, è il posto che più di altri meraviglia per bellezza architettonica e storia. Risale al IX secolo e fu eretto in piena Repubblica Marinara. Il Duomo ha uno splendido campanile romanico rivestito di maioliche a mosaico. La porta d’ingresso è in bronzo e proviene da Costantinopoli. Da menzionare il grande Crocifisso Ligneo del XIII sec. nella navata centrale, la tela del Martirio di S. Andrea, le due colonne di granito egiziano e la cripta che custodisce il corpo dell’apostolo Sant’Andrea. Da non tralasciare una visita alla Basilica del SS. Crocifisso edificata accanto e il Chiostro del Paradiso. All’interno di una ex cartiera è nato il Museo della Carta di Amalfi, nel 1969, per volontà del fondatore Nicola Milano, proprietario della cartiera. Si trova nel centro di Amalfi in via Delle Cartiere, 24. Qui è possibile assistere alla realizzazione di fogli di carta fatti a mano e al funzionamento degli antichi mulini ad acqua.

Il museo ospita un’esposizione di fotografie e stampe dell’epoca e una biblioteca a tema sulla produzione della carta e le tecniche adoperate. Nel primo piano del Palazzo municipale si trova il Museo civico, che ospita opere dell’artista Domenico Morelli e oggetti relativi alla storia di Amalfi.

Il museo conserva anche una redazione quattrocentesca della “Tabula Amalphitana”, un codice marittimo risalente al periodo della repubblica marinara, contenente norme sulla navigazione e oggetti della marineria medievale, recuperati da relitti ritrovati nei fondali marini e antichi strumenti nautici. Il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi illustra l’antico arsenale e la storia della gloriosa repubblica marinara. Propone una raccolta degli strumenti di orientamento nautico, tra cui la bussola. Espone le Pandette di Giustiniano, la Tabula de Amalpha, le Consuetudines Civitatis Amalphiae del 1274, e la famosa moneta amalfitana, il Tarì.

Luoghi da visitare

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Meno conosciuta dal turismo di massa e splendida per vedute e passeggiate naturalistiche, è la Valle delle Ferriere o Valle dei mulini. Riserva naturale integrale e zona natia della Salamandrina Terdigitata, specie endemica protetta. Esistono due sentieri per visitare la Valle delle Ferriere, quello che parte dal centro di Amalfi e si snoda attraverso percorsi pedonali, scalinate e piccoli sentieri che salgono su verso la montagna. E l’altro che parte da Pontone, frazione di Scala. Durante il tragitto si incontra una natura incontaminata, sorgenti d’acqua e piccole cascate. E i famosi mulini che costituivano il motore trainante per le innumerevoli cartiere che costituivano la fiorente industria amalfitana. A pochi km di distanza da Amalfi, nella località Conca dei Marini, si trova la Grotta dello Smeraldo. Il suo nome è dovuto a quel particolare effetto cromatico della luce che filtrando dalle rocce si rispecchia sull’acqua, da qui il nome Grotta dello Smeraldo. Il sito è raggiungibile a piedi, attraverso una scalinata o un ascensore, oppure per via mare. Sul fondale è stato installato un presepe in ceramica vietrese e ogni anno, durante le festività natalizie, alcuni sub si immergono per deporre un piccolo Gesù bambino nelle profondità luminose della grotta. Chi ha un po’ di tempo, e voglia di camminare, può fare una visita alla Torre dello Ziro. Si tratta di un’antica torre di avvistamento delle navi saracene. Qui, nel 1500, fu imprigionata, insieme ai suoi figli, Giovanna d’Aragona, detta “la pazza”. Colpevole di aver avuto una relazione col maggiordomo di corte dopo la morte del marito. Una splendida escursione su un sentiero ricco di panorami mozzafiato, dove poter ammirare i resti della Torre dello Ziro e le città di Atrani, Amalfi e Ravello.

Come arrivare ad Amalfi

In treno
Scendere alla stazione di Salerno e prendere gli autobus della linea Sita sud in direzione Amalfi.

In auto
Da Salerno prendere la strada statale 163 Amalfitana, proseguire fino ad Amalfi.

In autobus
Prendere gli autobus della linea Sita sud in direzione Amalfi. Controlla gli orari.

Link utili
www.comune.amalfi.sa.it
www.valledelleferriere.it
www.museodellacarta.it

Località da non perdere nelle vicinanze
Positano – dista 16 km, 32 minuti
Napoli – dista 59 km, 1 ora 15 minuti
Ischia – dista 104 km, 2 ore 39 minuti

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