Spaccanapoli

Nel bel mezzo del centro più antico di Napoli, ecco giungere un rettilineo lungo 1 km che taglia la città in due. Una via piccola e stretta intorno alla quale sono sorte case, attività e ristoranti. In una stradina larga poco più di qualche metro si sono ammassate nel tempo chiese, campanili e storia. Qui visse e morì Benedetto Croce. I napoletani la chiamano Spaccanapoli, perché questa via, soprattutto se la si vede dall’alto, magari dal Vomero o dalla Certosa di San Martino o da Castel Sant’Elmo, divide in maniera netta e lineare la città antica: da una parte il nord e dall’altra il sud.

Dal punto di vista toponomastico, Spaccanapoli non esiste, perché in realtà è un tracciato costituito da sette strade che si snodano lungo lo stesso percorso e che partono dai piedi della collina del Vomero. La strada collega i Quartieri Spagnoli e Forcella e comprende ben sette vie interne. Sono via Pasquale Scura, via Maddaloni, via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia, via Forcella, via Giudecca Vecchia.

Lungo il tragitto è possibile ammirare il Palazzo Carafa di Maddaloni, classico esempio di barocco napoletano, edificato nel 1580 dal duca Cesare D’Avalos. La Chiesa di Santa Chiara (1310), costruita su un complesso termale romano del I secolo per volontà del re Roberto d’Angiò e della sua seconda moglie Sancia di Maiorca. Piazza del Gesù nuovo, con il suo obelisco dell’Immacolata, tutto in marmo bianco, al centro della piazza troviamo la chiesa del Gesù nuovo, esempio di barocco napoletano. Piazza San Domenico Maggiore, uno dei luoghi più rappresentativi di Napoli, con i suoi palazzi monumentali e l’obelisco di Francesco Antonio Picchiatti. Piazzetta Nilo, dove troneggia antistante la statua raffigurante il dio Nilo, una scultura marmorea di epoca romana risalente al II-III secolo d.C. Proseguendo si raggiunge via Duomo, con la sua famosa cattedrale.

Come raggiungere il sito
Metro, linea 2, fermata Cavour e prendere la linea 1, fermata Dante

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